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19 / 04 2017

Investimenti energetici: come valutare un preventivo

0 Comment Maurizio Calzolari

Quando devi valutare la convenienza di un investimento energetico, i fattori che entrano in gioco possono essere molteplici. Tuttavia, in generale c’è la tendenza a fermarsi solo a determinati parametri, senza tenere conto di elementi che possono realmente ripagare nel lungo periodo.

In particolare, ultimamente si parla molto dello sgravio fiscale sugli investimenti energetici. Peccato che al riguardo ci sia ancora parecchia confusione e che non sia detto che questo rappresenti un parametro valido per tutti.

Esistono garanzie per gli investimenti energetici?

Proprio qualche giorno fa mi sono confrontato con l’operatore di un’azienda ESCo. Tema della conversazione: gli investimenti energetici. Per esempio, in riferimento alle coibentazioni e al cambio delle caldaie.

La differenza di vedute è emersa quasi subito. Perché?

Dal mio punto di vista, ovvero dalla prospettiva di un’azienda come la CST, ogni investimento energetico (progettazione, esecuzione e conduzione) deve comportare un risparmio per chi lo sostiene.

Risparmio che deve essere controfirmato e garantito in solido al cliente al netto delle detrazioni fiscali, da delle aziende ESCo ed EGE. Questo è il nostro obiettivo.

La realtà dei fatti, però, purtroppo è diversa. Sì, perché l’azienda in questione si è rivelata assolutamente incapace di calcolare in modo preciso l’ammontare del risparmio effettivo di cui usufruirà il cliente.

Di conseguenza, non pone alcun fondo di garanzia per l’eventuale mancato ottenimento di tale risultato.

Sorge dunque spontanea una domanda. In base a quale criterio le persone dovrebbero fidarsi a fare un investimento? E soprattutto: a cosa serve un’azienda ESCo/EGE che non dà garanzie di questo tipo?

Conto economico VS conto patrimoniale: su cosa calcolare l’investimento energetico

Secondo me, la valutazione di un investimento energetico deve essere eseguita su un conto economico e non patrimoniale. E la ragione è molto importante.

Infatti ci sono stati diversi casi in cui determinati progetti o opere di efficientamento sono stati ritenuti convenienti in fase di calcolo, rivelandosi invece non particolarmente performanti nella pratica.

Cos’è successo?

Il problema è che sono stati presentati e analizzati con il vantaggio dello sgravio fiscale, che rientra nelle patrimoniali di ogni utente. Tuttavia non è detto che sia valido o identico per tutti.

In altre parole, è un parametro di valutazione poco attendibile.

Calcolare il risparmio e l’investimento su conto economico, invece, mette il cliente nella condizione di scegliere il fornitore che, a parità di proposta, fornisce un rientro economico più rapido.

Sgravio fiscale? Meglio tenere presente il risparmio energetico garantito

Non fraintendermi: naturalmente chi può usufruire del vantaggio dello sgravio fiscale fa bene a prenderlo in considerazione nella sua valutazione. Però non può essere il focus della decisione.

Come già detto, esistono diversi fattori che potrebbero incidere in teoria, ma nella pratica rimangono troppo variabili e incerti.

Per esempio, si potrebbe ipotizzare di aggiungere al calcolo anche il cambio del valore dell’immobile a opera di recupero effettuata. Cosa pressoché impossibile nei fatti.

L’utente deve capire che il modo più sicuro e sano per valutare un investimento energetico è il risparmio energetico garantito.

Per fortuna esistono delle aziende che si occupano proprio di questo e che stabiliscono con delle assicurazioni una penale per il mancato raggiungimento dell’obbiettivo in termini di risparmio.

Solo così le persone ottengono una garanzia concreta sull’esecuzione di un lavoro di riqualificazione energetica. E solo in questo modo esiste un incentivo reale per effettuare un investimento energetico.

Continua a seguire il blog di CST per ricevere informazioni utili sull’efficientamento energetico.

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