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18 / 08 2017

Case: Certificato di stabilità, obbligatorio dal 2018, detrazione fino 85% per i condomini come funziona

0 Comment Maurizio Calzolari

Certificato di stabilità: obbligatorio dal 2018 per gli edifici

È in arrivo il certificato di stabilità, la nuova proposta lanciata dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, nel campo della compravendita degli immobili. Il documento in questione sarà obbligatorio con la nuova legge di Stabilità, che entrerà in vigore a partire dal 2018: “Com’è obbligatoria la certificazione energetica degli immobili, nei futuri contratti d’affitto e di compravendita lo sarà anche la certificazione statica”, ha dichiarato il ministro. Senza tale documento, il quale dovrà contenere la certificazione di idoneità statica dell’edificio o dell’abitazione, non sarà possibile comprare o vendere determinati immobili.

Graziano Delrio ha, però, spiegato la proposta: “In Italia, manca una classificazione ufficiale degli edifici. Abbiamo, tuttavia, introdotto l’obbligo della certificazione energetica e ora pensiamo di proseguire su questa strada anche per la sicurezza statica. L’idea è quella di inserire nei contratti d’affitto e di compravendita la clausola della certificazione statica obbligatoria, al pari della certificazione energetica”.

Certificato di stabilità, la decisione dopo la tragedia

Comunque, la decisione di rendere obbligatorio il certificato di stabilità deriva da una motivazione ben più grave, ovvero il recente crollo della palazzina di Torre Annunziata, che ha provocato la morte di otto persone. Si tratta dell’ennesima tragedia, che ha messo, ancora una volta, in evidenza, il nefasto panorama del patrimonio immobiliare italiano. Secondo le stime di Confartigianato e Istat, infatti, nel nostro Paese, vi sono 2milioni di immobili a rischio: ciò significa che in una casa su sei sarebbe meglio non abitare.

Questa situazione mostra, pertanto, che le problematiche strutturali degli edifici non sono dovute esclusivamente a fenomeni naturali, quali il rischio sismico, ma anche alla stabilità di essi stessi, minata da eventuali lavori, successivi alla costruzione, eseguiti in modo scorretto. Ad esempio, come è stato dimostrato dalle indagini, la recente e terribile vicenda di Torre Annunziata è avvenuta a causa di svariati problemi esistenti nella struttura della palazzina, più volte segnalati dai condomini.

Considerando anche il fatto che la maggior parte delle case che noi, tuttora, abitiamo sono state costruite più di 50 anni fa e, quindi, prima dell’introduzione della normativa sul rischio sismico, questa importante decisione consentirebbe di conoscere, in qualsiasi momento, la situazione strutturale degli edifici. A riguardo, il Consiglio nazionale degli architetti ha reso noto che simili verifiche consentiranno non solo di raggiungere degli standard di stabilità per ogni immobile, ma anche di rimettere in moto il campo dell’edilizia, colpito duramente dalla crisi economica

 

In arrivo anche il fascicolo del fabbricato

Per questo motivo, la proposta del ministro delle infrastrutture e dei trasporti è stata subito accolta da architetti e ingegneri. Infatti, Armando Zambrano, il presidente dei Consiglio nazionale degli ingegneri ha replicato alle parole di Delrio: “L’annuncio dell’introduzione del certificato di stabilità è una cosa opportuna da parte del Governo. Va detto, però, che non possiamo aspettare che siano i condomini e i proprietari di immobili ad avviare determinate procedure. Bisogna far sì che si abbia una conoscenza più ampia dello stato degli immobili, in modo da poter stabilire se e come sia necessario intervenire per garantirne la sicurezza”.

Pertanto, il presidente del Cni ha ribadito come, già da venti anni, si stia cercando di istituire il cosiddetto Fascicolo del fabbricato: “Riteniamo che sia uno strumento determinante per conoscere le criticità di un edificio. Cominciano a rendersene conto anche gli organi di informazione che, da un po’ di tempo, lo indicano come una determinante fonte di conoscenza delle nostre case”. Si tratterebbe, pertanto, di un documento molto importante che, aggiunto alla certificazione statica, consentirebbe di avere una conoscenza totale della situazione dell’edificio, in modo da poter prevenire ulteriori tragedie.

Proprio per spiegare l’importanza di tale fascicolo, rifacendosi all’evento di Torre Annunziata, il Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Francesco Peduto, ha commentato: “Se ci fosse stato il fascicolo del fabbricato, sarebbero stati evidenti i problemi strutturali e non, legati all’edificio e, soprattutto, si sarebbe avvertita la necessità di procedere obbligatoriamente ad eventuali manutenzioni del palazzo”.

 

I costi della documentazione

Queste nuove e importanti introduzioni nel campo della compravendita degli immobili, però, non sono state accolte da tutti allo stesso modo. Ad esse si sono scontrati i pareri negativi dei proprietari immobiliari, derivanti dagli elevati costi economici relativi alle verifiche necessarie per ottenere il certificato di stabilità.

In realtà, è stato introdotto, nella Legge di Bilancio del 2017, il Sisma Bonus. Si tratta di una particolare agevolazione rivolta a chi effettua lavori di adeguamento sismico di case, condomini o immobili di attività produttive, che potrà essere utilizzata in tutto il territorio italiano. Attraverso ciò, sarà possibile effettuare le analisi delle condizioni di stabilità degli immobili, con la possibilità di detrarre fino all’85% delle spese sostenute oppure cedere il credito nei confronti dello Stato. Tuttavia, lo stesso Presidente del Cni Armando Zambrano ha dichiarato: “Il Sisma Bonus, in questo senso, è un bel passo avanti, anche se sono necessarie delle modifiche normative per renderlo meglio attuabile”.

Tuttavia, vi sono dei costi differenti per la certificazione di idoneità statica, a seconda delle condizioni in cui si trova l’abitazione. Infatti, inizialmente, un tecnico dovrà effettuare un rilievo non invasivo, che potrà avere un valore compreso tra i 2mila e 10mila euro, in base alla metratura dello stabile. Nel caso in cui, invece, il palazzo dovesse essere considerato a rischio, a causa delle cattive condizioni in cui versa, la quotazione verrà comunicata a seguito delle risultanze di indagini tecniche maggiormente approfondite.

Per questo vi invitiamo a contattarci http://www.cstermic.it/contattaci/

 

 

 

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