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09 / 05 2019

Perché il Decreto Crescita Bloccherà la Riqualificazione Energetica Degli Edifici

0 Comment Maurizio Calzolari

Il Decreto Crescita non farà crescere la riqualificazione energetica degli edifici. Anzi, la bloccherà. Appena approvato, il decreto-legge 34/2019 mostra giù un lato negativo, che secondo noi mette a rischio tanto le imprese quanto il già faticoso processo di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano.

Il Decreto Crescita non farà crescere la riqualificazione energetica degli edifici. Anzi, la bloccherà. Appena approvato, il decreto-legge 34/2019 mostra giù un lato negativo, che secondo noi mette a rischio tanto le imprese quanto il già faticoso processo di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare italiano.

Decreto Crescita: cosa cambia?

Tra i cambiamenti più evidenti – e problematici – del nuovo Decreto Crescita, si nota che:

  • Il soggetto (es. impresa) a cui è stata traferita la titolarità del credito d’imposta dal soggetto avente diritto alle detrazioni (es. condominio), cedere a sua volta il credito a un altro soggetto. Cosa prima prevista.
  • Il fornitore che diventa titolare dei crediti d’imposta li utilizza in compensazione in 5 quote annuali di uguale importo e non più in 10 come previsto per l’Ecobonus e per gli interventi combinati energetici e sismici, ma non potrebbe più cedere a terzi il credito
  • Inoltre, nell’articolo 10 del Decreto Crescita, riguardante le modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico, si legge che: “Per gli interventi di efficienza energetica [e di adozione di misure antisismiche] di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo[…]”

È quindi palese come vengano penalizzate le imprese piccole o non in possesso della capienza fiscale sufficiente per assorbire i crediti fiscali trasferiti. Imprese che contavano – e dipendevano – sulla possibilità di avvalersi della facoltà di cedere successivamente il credito d’imposta.

Il rischio è che si venga a creare un vero e proprio monopolio della riqualificazione energetica. Infatti, a beneficiare del nuovo decreto-legge sono solo poche multiutilities territoriali, a discapito di tante imprese specializzate.

Cosa significherà questo per i condomini?

Il settore della riqualificazione ed efficienza energetica non sarà l’unico a risentire del nuovo provvedimento. Nel lungo termine, l’eco dei disagi si farà sentire anche sul settore immobiliare.

Infatti, mentre le imprese più serie e preparate – incluse molte aziende ESCo certificate – saranno costrette a competere in gare al massimo ribasso, molti dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione passeranno a operatori meno esperti e pronti.

Risultato: potremmo assistere a un calo della qualità e del volume degli interventi, con un conseguente impatto negativo sull’investimento immobiliare dei condòmini.

Ma non solo. La promessa di uno sconto di 5 anni senza interessi all’utenza pare pressoché irrealizzabile e pertanto non sicuro con probabili sanzioni a carico dl CONDOMINIO.  Pertanto, consigliamo ai nostri lettori e clienti di continuare a seguire le norme attualmente vigenti sulla cessione del credito, e/o di optare per un finanziamento.

Molte sono le Associazioni imprenditoriali e consumatori che stanno contestando, per ora solo teorico , decreto crescita  art. 10, che comunque dovrà essere  tramutato in legge e poi si dovranno eventualmente attendere le line guida dell’agenzia dell’entrate.

Infine, è importante ritenere accettabili solo le proposte e i contratti controfirmati da personale certifico e accreditato EGE. Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.

Decreto Crescita: cosa cambia?

Tra i cambiamenti più evidenti – e problematici – del nuovo Decreto Crescita, si nota che:

  • Non sarà più possibile, per il soggetto (es. impresa) a cui è stata traferita la titolarità del credito d’imposta dal soggetto avente diritto alle detrazioni (es. condominio), cedere a sua volta il credito a un altro soggetto. Cosa prima prevista.
  • Il fornitore che diventa titolare dei crediti d’imposta li utilizza in compensazione in 5 quote annuali di uguale importo e non più in 10 come previsto per l’Ecobonus e per gli interventi combinati energetici e sismici.
  • Inoltre, nell’articolo 10 del Decreto Crescita, riguardante le modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico, si legge che: “Per gli interventi di efficienza energetica [e di adozione di misure antisismiche] di cui al presente articolo, il soggetto avente diritto alle detrazioni può optare, in luogo dell’utilizzo diretto delle stesse, per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e a quest’ultimo rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo[…]”

È quindi palese come vengano penalizzate le imprese piccole o non in possesso della capienza fiscale sufficiente per assorbire i crediti fiscali trasferiti. Imprese che contavano – e dipendevano – sulla possibilità di avvalersi della facoltà di cedere successivamente il credito d’imposta.

Il rischio è che si venga a creare un vero e proprio monopolio della riqualificazione energetica. Infatti, a beneficiare del nuovo decreto-legge sono solo poche multiutilities territoriali, a discapito di tante imprese specializzate.

Cosa significherà questo per i condomini?

Il settore della riqualificazione ed efficienza energetica non sarà l’unico a risentire del nuovo provvedimento. Nel lungo termine, l’eco dei disagi si farà sentire anche sul settore immobiliare.

Infatti, mentre le imprese più serie e preparate – incluse molte aziende ESCo certificate – saranno costrette a competere in gare al massimo ribasso, molti dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione passeranno a operatori meno esperti e pronti.

Risultato: potremmo assistere a un calo della qualità e del volume degli interventi, con un conseguente impatto negativo sull’investimento immobiliare dei condòmini.

Ma non solo. La promessa di uno sconto di 5 anni senza interessi all’utenza pare pressoché irrealizzabile. Pertanto, consigliamo ai nostri lettori e clienti di continuare a seguire le norme attualmente vigenti sulla cessione del credito, e/o di optare per un finanziamento.

Infine, è importante ritenere accettabili solo le proposte e i contratti controfirmati da personale certifico e accreditato EGE.

Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.

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