CONTABILIZZATORI, CORRETTIVI A OSTACOLI… 

Una cosa è certa la diagnosi energetica deve essere sempre eseguita:

Va verificato che tutti i lavori di riqualificazione energetica, eseguiti sul sistema edificio/impianto – in fase progettuale/propositiva/esecutiva/gestionale –  si devono basare su un risparmio energetico dichiarato e garantito effettivamente in rapporto ai consumi reali di almeno 3 stagioni precedenti!

 

E questo vale anche per le valvole termostatiche.

Trovo molto interessante l’articolo di oggi 23 agosto 2016 del Il Sole 24 ORE scritto dal dott. Riccio.

Pone un quesito applicativo della nuova norma 142/16 su quali riferimenti utilizzare per il calcolo della suddivisione delle spese di riscaldamento:

– quota millesimi, metri quadrati, metri cubi, potenza installata ecc…

Volendo contribuire alla discussione, a mio parere, il legislatore ha voluto più soluzioni per non rientrare nei stretti vincoli che hanno reso di difficile applicazione la norma UNI 10200.

Norma che a mio avviso è si molto valida, ma per le abitazione costruite post 1991. Nelle costruzioni ante si trovano troppe variabili non gestibili su una norma precisa.

Il legislatore, credo, che voglia porre l’attenzione al concetto di risparmio ed ottenere una ripercussione positiva sul “RISPARMIO ENERGETICO” senza l’applicazione di un sistema eccessivamente rigido da ritenerlo inapplicabile in troppi casi.

Lascia pertanto ai professionisti, operando con la massima collaborazione con il terzo responsabile, che dovrà poi gestire l’impianto, cercare il percorso più idoneo tra i vari indicati.

Mi sembra che ci si trovi davanti ad un percorso interessante e che non si inceppi alla prima non idoneità.

I correttivi per favorire le unità più penalizzate fino ad ora non sono stati volutamente applicati (parere della commissione UNI 10200) e mi sembra corretto in quanto le assemblee condominiali sono deliberanti e all’interno di tale organo.
A fronte di una proposta ben argomentata da parte del gestore dell’impianto di riscaldamento derivante da una robusta diagnosi energetica, deciderà (l’assemblea) il da farsi, fermo restando la situazione attuale del sistema edificio/impianto; si potranno modificare i termini applicativi.

Se ci sono disomogeneità di confort tra appartamenti dovuti ad elevate trasmittanze, il condominio potrebbe applicare un sistema di calcolo temporaneo delle spese di riscaldamento e procedere (se possibile e dai condomini accettata) a contenere tale dispersione comunque negativa per tutti, appaltando lavori di coibentazione, serramenti, ecc…

Tale materia, proprio per il suo essere è molto fluida e non possiamo porre vincoli rigidi.

Alla prossima!

MAURIZIO CALZOLARI

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