Coronavirus e Inquinamento: Valori PM10 Sempre Alti

In queste ultime settimane si è parlato molto degli effetti del Coronavirus su inquinamento e ambiente. Foto satellitari dello smog prima e dopo, reportage su fauna selvatica tornata nelle aree urbane, erba fra i sanpietrini. Insomma, almeno un aspetto positivo in questa crisi sembra possibile trovarlo.

Peccato non sia così semplice. Già, perché se da un lato è vero che la quarantena abbia limitato il traffico automobilistico e aereo, bisogna anche tenere conto di tutti gli aspetti che contribuiscono ad aumentare l’inquinamento ogni giorno. In particolare, gli impianti termici condominiali poco efficienti o gestiti male.

Impatto Coronavirus su inquinamento: l’indagine

A mettere un punto di domanda sulle notizie relative agli effetti del Coronavirus sull’inquinamento atmosferico è un’indagine condotta da Regione Lombardia e Arpa Lombardia. Focus: “la variazione dei fattori di pressione e l’andamento dati di qualità dell’aria generato dalle misure di restrizione introdotte per contrastare la diffusione del Covid-19.”

I ricercatori hanno rilevato che la forte riduzione del traffico veicolare imposta dalle misure di contenimento del Coronavirus ha sì determinato una diminuzione consistente degli ossidi di azoto e benzene. Tuttavia, non ha prodotto effetti sui valori di Pm10 e Pm2.5 nell’aria che respiriamo.

Ossia delle polverini fini prodotte dall’inefficienza degli impianti di riscaldamento. Impianti che in queste settimane di quarantena continuano a funzionare come – se non peggio – prima.

Coronavirus e inquinamento: le nostre considerazioni

Per avere un quadro completo e chiaro sulla situazione attuale, è fondamentale iniziare a misurare le emissioni delle polveri e non solo dei fumi su tutte le combustioni. In più, occorre fare rispettare tali parametri e fornire periodicamente i risultati delle analisi effettuate.

Nel caso degli edifici, basterebbe chiedere al terzo responsabile di rispettare i parametri e fornire evidenza dell’emissione globale del proprio stabile assieme alle indicazioni energetiche. Affinché il terzo responsabile sia in grado di fare questo, ogni edificio dovrebbe essere dotato di una sorta di effetto bolla d’inquinamento ed energetico. Il tutto sempre con evidenza documentale e verificabile dalle autorità competenti.

Riteniamo sia importante che la Regione Lombardia sanzioni le mancanze di compilazione del curit (censimento degli impianti termici), che al momento è applicato solo parzialmente. Inoltre, facciamo dei controlli seri sulle combustioni a biomassa, tecnologia a cui occorrerebbe prestare maggiore attenzione.

Insomma, le leggi ci sono, le strutture ci sono: allora applichiamole e cerchiamo di ottenere dei risultati con tecniche gestionali e controlli appropriati.

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